Cappella di San Giovanni Battista

 

La seconda cappella, di San Giovanni Battista, fu innalzata con ogni probabilità anteriormente al 1659, anno in cui risulta registrata negli Atti di Visita. Si tratta di un'opera a pianta centrale con un pregevole porticato anulare secondo una concezione architettonica che discende dai prototipi di Varallo, di Orta e di Crea; tuttavia l'impianto architettonico sembra più vicino al Sacro Monte di Varese, anche se la dovizia decorativa si riduce in questo caso al disegno della lanterna traforata posta al di sopra del tiburio ottagonale. L'anonima statuaria all'interno si riferisce al battesimo di Gesù nel fiume Giordano per opera di Giovanni Battista. Anche in questo caso, la raffigurazione di Dio Padre, del Figlio e dello Spirito Santo conferma il tema trinitario. Un aspetto curioso della cappella è dato dalla presenza, sotto all'edificio, di una cisterna scavata nella roccia, utilizzata in passato per raccogliere l'acqua piovana con cui dissetare i pellegrini, in quanto non ancora esistente la fontana, realizzata solo nel 1851. In seguito, nell'ottocento, la cisterna venne utilizzata dai macellai di Ghiffa come ghiacciaia mista a neve per la conservazione delle carni.

 

 

 

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